L’ANSIA FA INVECCHIARE ?

21 gennaio 2015

Uno studio condotto su oltre 5000 soggetti femminili tra i 42 e i 69 anni mette in connessione le ansie, le fobie e le nevrosi in generale, con l’invecchiamento precoce nelle donne. Il meccanismo sarebbe mediato dallo stress ossidativo e dalle infiammazioni

Tutte le forme di disagio psicologico hanno importanti ripercussioni sulla salute fisica: un nuovo studio ha infatti concluso che le nevrosi possono determinare un più rapido invecchiamento biologico nelle donne di mezza età e in quelle più anziane, con un maggior rischio di incorrere in problemi di salute.

“Ci si chiede spesso se, e in che modo, lo stress possa determinare un invecchiamento precoce”, ha spiegato Olivia Okereke psichiatra del Brigham and Women’s Hospital di Boston e coautrice dello studio, che insieme ai colleghi ha progettato uno studio per verificare questa ipotesi.

I ricercatori hanno esaminato i campioni di sangue di 5243 donne di età compresa tra 42 e 69 anni, le donne con i più alti livelli di fobia presentavano in media i marker biologici tipici di donne di sei anni più vecchie. Okereke e colleghi che hanno diretto la ricerca hanno analizzato in particolare i telomeri, che nel corso dell’invecchiamento, subiscono un accorciamento naturale, che secondo alcune teorie sarebbe il risultato dell’esposizione allo stress ossidativo e alle infiammazioni. A loro volta, telomeri più corti sono risultati correlati, specialmente negli individui più anziani, a un maggior rischio di patologie cardiache, di tumori e di demenza. I telomeri rappresentano la regione terminale del cromosoma ed hanno un ruolo determinante nell’evitare la perdita di informazioni durante la duplicazione dei cromosomi. Se non ci fossero i telomeri la replicazione del DNA comporterebbe, dopo ogni replicazione, una significativa perdita di informazioni genetiche. Il progressivo accorciamento dei telomeri determina quindi una senescenza cellulare. Alla luce di questi recenti risultati sull’accorciamento dei telomeri, trattando le fobie si potrebbe indirettamente prevenire o bloccare l’invecchiamento precoce e diminuire così i fattori di rischio per la salute nei soggetti che ne sono colpiti.